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Come scegliere gli attrezzi da potatura

5 novembre 2023, Florarici

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Ci siamo: da inizio novembre a fine febbraio si apre ufficialmente la grande stagione delle potature! Dapprima sulle piante legnose (alberi e arbusti) caducifoglie che, una volta spogliatesi, sono in completo riposo; poi tra fine dicembre e tutto gennaio anche sui sempreverdi; infine in febbraio sulle erbacee perenni (Graminacee incluse) e su alcuni arbusti come le ortensie che vanno potati più tardi.

La potatura è un’operazione molto rilassante e “scacciapensieri”, rigenerante psicologicamente, ma si può trasformare in una tortura se non avete gli attrezzi giusti: per le piante perché vengono sfilacciate orribilmente con gravi danni sanitari, e per voi che ci lascerete la mano se adoperate l’utensile sbagliato.

 

Attrezzi da potatura di qualità

Il primo comandamento recita: “Al momento dell’acquisto scegliete attrezzi da giardinaggio di alta qualità”. Qualcuno di voi potrà rispondere: “Ma costano tanto, e io li trovo identici al discount e spendo un terzo”. È vero, ma gli attrezzi in vendita nei discount costano poco perché sono made in China, costruiti con materiali poco costosi che più facilmente si rompono presto, e se si rompono non troverete mai i pezzi di ricambio (es. le lame), costringendovi a buttare via l’arnese e a doverlo ricomprare (nuova spesa). Poi è più facile che le lame perdano presto il filo, magari lasciandovi a metà del lavoro. Infine dietro a una cesoia di “primo prezzo” non ci sono studi approfonditi sull’ergonomia, cioè sulla riduzione della fatica e del disagio nell’utilizzo: sarà un attrezzo che vi causerà subito le vesciche e un incredibile dolore alla mano, forse anticamera del tunnel carpale… Dunque, molto meglio prendere un attrezzo di qualità, reperibile nel vostro Centro di Giardinaggio, spendendo di più ma con la certezza di utilizzarlo per almeno 10 anni e oltre. Mai come nell’ambito del giardinaggio vale il detto “chi più spende, meno spende”!

Ne discende che, di fronte allo scaffale del Centro Giardinaggio che ospita decine di modelli di forbici per potatura, se possibile provateli uno per uno: dovete valutare l’ergonomia (cioè la maneggevolezza nell’utilizzo, che riduce l’affaticamento di mani e braccia) e il peso (più leggero è, meno fatica si fa), poi la gradevolezza al tatto dell’impugnatura (che spesso evita la formazione delle vesciche) e la possibilità di cambiare le lame e la batteria (un notevole risparmio nel tempo rispetto alla sostituzione dell’intero strumento).

 

A ogni ramo il suo attrezzo da potatura

Il secondo comandamento dice: “Avvaletevi sempre di strumenti di taglio adeguati allo spessore del ramo da potare”. Ossia, le semplici forbici per potare o cesoie da giardino vanno bene per fusti fino a 3-4 mm. Per i rami da 0,4 a 1 cm di diametro (es. i rosai) si utilizza il classico potatoio se sono semilegnosi, ma se la lignina abbonda bisogna utilizzare uno strumento superiore. Tra 1 e 3-4 cm di diametro servono un troncarami, nei migliori modelli efficace anche con pochi muscoli, o un segaccio, che arriva a tagliare fino a 10 cm e oltre ma richiede una buona forza o tanta pazienza.

Dai 10 cm in su (per la potatura dei rami legnosi di alberi) l’attrezzo migliore è la motosega: valutate però se non sia il caso di rivolgersi a un’azienda specializzata, perché è probabile che il taglio vada eseguito in altezza. In alternativa, per rami fino a 4 cm, potete utilizzare un troncarami telescopico (capace in genere di allungarsi fino a 1,5 m), e per tagli di 1 cm di uno svettatoio, una specie di potatoio con prolunga. Non è immediato imparare a manovrarli, ma consentono di potare rametti (per es. dei rampicanti) fino a 3 m circa di altezza senza utilizzare la scala, e quindi riducendo la complessità dell’operazione e il rischio di farsi male.

Infine i rametti delle normali piante da siepe si recidono agevolmente con le cesoie da siepe (dette anche “forbicioni”), disponibili anche con prolunga di 80 cm circa, o con la meno faticosa tosasiepi a motore (a scoppio, elettrica o a batteria).

 

Senza fatica con i modelli a batteria

Infine il terzo comandamento afferma: “Perché fare più fatica quando ne posso fare di meno?”. Quando infatti le piante legnose da potare sono tante, com’è il caso di un roseto o di un frutteto, vale la pena di scegliere una forbice a batteria, dove la vostra mano deve solo decidere dove tagliare e avviare la pressione delle lame: ci pensa la moltiplica supportata dalla batteria a tagliare senza il minimo affaticamento dell’arto i rami fino a 4 cm di diametro. Il costo è sensibilmente più alto rispetto a un normale potatoio manuale, ma si ripaga ampiamente al termine di una giornata di lavoro senza dolori o vesciche alla mano e con il giardino interamente potato a tempo di record. Senza contare che i modelli di marca, dai pezzi ricambiabili, durano veramente una vita.

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